Conversione

Leggo la breve condivisione di un missionario: “L’esperienza di lavoro e vita con indù, musulmani e buddisti mi ha fatto capire che non sono loro, ad avere bisogno di conversione, ma io…”
E’ un concetto ormai abbastanza comune fra i missionari, e in vari modi l’ho espresso anche io per quanto riguarda me. Ma è proprio esatto? A me pare che giochi sul filo dell’ambiguità del termine “conversione”. Da un lato dice che indù, musulmani e cristiani non hanno bisogno di lasciare la loro religione, dall’altro intende dire non che io devo lasciare la mia religione, ma che ho bisogno di convertirmi più profondamente e autenticamente al vangelo. Non credo che si intenda ritenere gli “altri” come “giusti che non hanno bisogno di conversione”. Forse sarebbe più preciso dire che tutti, ciascuno a partire dalla propria condizione, abbiamo bisogno di convertirci, e che la missione non è per convertire gli altri restando come si è, ma per convertirci tutti, per quanto possibile insieme.

2 pensieri su “Conversione

  1. Ho conosciuto un 15enne musulmano, e oggi mi raccontava che lui DEVE pregare quando rientra.
    Questo mi ha richiamato a due cose: 1) Se prega lui, perché non lo faccio anch’io? In questo senso io sono richiamato a convertirmi; 2) Lui prega PER DOVERE, a me è stato insegnato a farlo PER AMORE. Allora colla mia vita dovrò testimoniar a lui che il Cristianesimo è il compimento dell’Islam.

  2. E’ permesso l’errore per quei laici che considerano le religioni tutte uguali, ma non da parte dei servitori di Gesù Cristo. Anch’io ho vissuto tra gli indù e i musulmani, per molti anni, e questo mi ha spinto a rileggermi moltissimi passi della Bibbia, considerando il Nuovo Testamento il compimento. Ho letto attentamente anche la Bagavaghita, il Corano (la trad. di F. Peirone, consigliatomi da persone di madre lingua araba che considerano la più fedele), e gli Hadith – vita e opere di Maometto. L’induismo come l’islam sono lontani anni luce dalla Parola di Gesù. Il fatto che i seguaci di Maometto e di Brahama pregano più di noi non significa nulla. Quando Gesù è venuto da noi, i pagani pregavano i loro dei più di quanto oggi noi preghiamo il nostro Signore. Gesù Cristo non è venuto perchè i pagani non pregavano, ma per pregare il vero Dio. Povera Chiesa. Se le parole di san Paolo di Tasso non vi convincono, possiamo solo sperare in un miracolo, in un nuovo santo che converta voi poveri preti.

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