Primo gradino

Sistemarsi in uno slum (baraccopoli) richiede soldi per pagare l’affitto della baracca e il capomafia locale: non tutti possono permetterselo. Il primo gradino di chi arriva in città con la famiglia e campa pedalando su un riksciò, spaccando mattoni o spazzando le strade è il marciapiede. Dev’essere possibilmente lungo il muro di cinta di un edificio pubblico (scuola, ospedale…), così i proprietari non ti cacciano via. Di giorno, tutti i beni sono avvolti in un telo di plastica e i fagotti di varie famiglie stanno affiancati, così si custodiscono meglio. Due mattoni e una pentola sono la cucina, una bottiglia di plastica la scorta d’acqua. La notte si apre il fagotto. Se fa caldo e non piove, una zanzariera viene ancorata sopra il muretto (m.1,70 circa) e il bordo opposto viene fissato a terra con mattoni. Tenda triangolare dunque: parete, marciapiede, zanzariera. Larghezza media alla base m.1,20. Tutti i beni e i membri della famiglia si infilano sotto per dormire. Se piove o fa freddo, sopra la zanzariera si colloca il telo di plastica. Durante la stagione del monsone, varietà: due, tre, quattro volte ci si alza per togliere il telo soffocante, per rimetterlo perché piove, per fissare di nuovo i lembi del telo sollevati dalle improvvise folate… notti che non annoiano insomma, notti eccitanti!

1 pensiero su “Primo gradino

  1. Che dire…poche parole che descrivono il destino degli uomini su questa terra…non sono le latitudini o le longitudini a nascondere le povertà e le crudeltà dell’ uomo.Di qua c’è chi cucina le ossa per far sentire l’odore di qualcosa ai propri figliin mancanza d’altro da mangiare. Di là c’è chi è preoccupato per la propria salute perchè gli esami clinici dicono che mangia troppo e male e rischia di morire. Di qua c’è chi dorme e vive in una casa fatta di tante stanze, ben arredate, illuminate, riscaldate, raffreddate, colorate e.. di la c’è chi sul marciapiede, lungo un muro di cinta appende la sua zanzariera per la notte e stesosi dorme, in ompagnia del via vai di un mondo che comunque va…
    Io propongo un momento di riflessione, di silenzio…fino a quando si potrà andare avanti così!!! Ci sarà un giorno in cui il misero, il popolo dei miseri alzeranno lo sguardo, oltre il muro dell’indifferenza ed allora la storia dovrà essere riscritta….
    I CARE TARANTO con simpatia e abbraccio.

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