Lieto evento

L’ostello di Lebubari, perso nella pianura allagata, è gestito dalla famiglia Sarker: padre e madre, 4 figlie di cui due sposate, un figlio, una nipotina di pochi mesi. La seconda figlia, mamma della bimba, risiede pure lei all’ostello con il marito che fa da maestro. La maggiore invece abita in un villaggio vicino, ma è sempre lì. Poi ci sono una altro maestro, cuoca con prole, guardiano, vicini di casa… insomma, quando vado trovo un sacco di gente e perdo il filo di chi è chi. Ultimamente, grande gioia in tutti: la figlia maggiore è incinta, nonostante vari medici avessero detto che non avrebbe potuto aver figli. Naturalmente mi congratulo, ma non tengo a mente per quale data il lieto evento sia previsto.
L’altra mattina mi telefona Thomas tutto contento e mi dice che è nato. “Ma che bello! Questa sì è una notizia, sarete tutti felici!” Chiedo se è maschio o femmina. Maschio. “La mamma sta bene?”. “Eh, sì, bene”. “Quando è nato?”. “Stanotte”. “In ospedale?”  “No no, qui all’ostello”. Poi Thomas parla dell’acqua che sale e minaccia di entrare nei pukur facendo scappare i pesci, borbotta qualcos’altro e ci salutiamo. La sera mi richiama e, cosa che avviene raramente, mi dice che la moglie vuole parlarmi. Noyon mi racconta che ha problemi ad una gamba, dovuti a un incidente di lavoro avuto anni fa e ora tornati, si parla di medici, di cure, ma non del lieto evento. Chiedo come sta il bambino, dice che sta bene e poi mi informa che è nato un vitellino.
La notte mi sveglio. Buio pesto, ma il tutto mi diventa chiaro. Thomas mi aveva informato che era nato non un baccia (bimbo), ma un bacciur (vitellino), e quando s’è accorto dell’equivoco non ha osato dirmi che avevo capito male, la sera ha fatto parlare la moglie, la quale pure mi ha dato il segnale indirettamente… e forse ancora adesso si chiedono se ho capito sì o no. Chissà cosa ha pensato quando ho chiesto se era nato in ospedale…!