Giustizia

Il traffico è intenso. L’autista scatta rabbiosamente uscendo dalla fila per sorpassare… scontro frontale con un autorikscia a tre ruote, che si rovescia. I due passeggeri, incolumi, scappano, il tassista rimane sull’asfalto semisvenuto. Altrove, l’autista e il proprietario della lussuosa auto investitrice rischierebbero il linciaggio, ma siamo in un quartiere ricco, e qui la gente non si fa giustizia da sé: si raccoglie numerosa, commenta con rabbia. Il proprietario scende, ordina di non toccare il tassista, con il cellulare chiama la polizia che arriva in pochi minuti. L’ufficiale saluta con deferenza il proprietario, dà un’occhiata alla scena e scandisce a voce alta: “Non c’è dubbio, è colpa del taxista” Qualcuno grida: “Ma è l’auto che andava troppo veloce e non doveva sorpassare!” L’ufficiale scruta con calma la folla: “C’è qualcuno che può dimostrare di aver assistito all’incidente?” Nessuno. Controllo dei documenti del tassista, telefonate varie al proprietario dell’autorikscia. Misurazioni. L’ufficiale saluta il proprietario, che lo invita ad andare a casa sua nel pomeriggio, e se ne va. Sono passati 40 minuti dall’incidente. Il tassista viene caricato svenuto sull’auto della polizia e portato via.