Terzo metodo

Circa 4 anni fa, ci si rese conto che molti delinquenti, o accusati di esserlo, erano gravemente ammalati di cuore. Schiere di loro soffrirono di arresto cardiaco durante gli interrogatori operati dall’esercito, al quale per un certo tempo erano stati affidati compiti di polizia; nonostante le sollecite cure degli interroganti, che li consegnavano alla polizia perché si affrettasse a portarli all’ospedale, vi giungevano morti.- Poi si fece una legge che proibiva di indagare su questi fatti, e l’esercito tornò nelle caserme, mentre veniva formato un nuovo corpo chiamato RAB (Rapid Action Battalion) con personale preso, a rotazione, dai vari corpi di servizi d’ordine e dell’esercito. La salute dei delinquenti o presunti tali improvvisamente migliorò: terminavano gli interrogatori in perfetta salute, dopo aver confessato di aver nascosto, insieme ai loro complici, una buona quantità di armi in un certo posto. Pronti a cooperare, nella notte guidavano una pattuglia di RAB sul posto per recuperare le armi, ma gli astuti complici assalivano la pattuglia per liberare il loro capo. Il quale cercava di fuggirre, ma veniva colpito da una pallottola vagante, probabilmente sparata dai suoi complici, che riuscivano tutti a scappare. In questo modo ne morirono centinaia. – Ora non più. Ora i RAB ricevono una soffiata da cui vengono a sapere che una banda di delinquenti sta complottando in un luogo segreto, nel cuore della notte. Una folta pattuglia va per catturarli, ma i delinquenti “sentono” il loro arrivo e incominciano a sparare all’impazzata. I RAB sono costretti a rispondere per difendersi. Dopo una lunga, accanita sparatoria, i delinquenti sono messi in fuga, e i RAB, ispezionando il luogo, scoprono che il loro capo è rimasto colpito rimanendo ucciso sul colpo. In questo modo ne sono morti centinaia in pochi mesi. E si va avanti.

Pubblicità

Sorrisi smaglianti su quotidiani, riviste, cartelloni, spot televisivi esprimevano l’incontenibile gioia di avere i denti lavati con il dentifricio Brilldent, il bambino fornito dei nuovi pannoloni, la famiglia con un solo figlio grazie ai contraccettivi, il pesce fritto con il migliore olio di arachidi al mondo, i ragazzini rimpinzati di latte…
Poi, è arrivata la pubblicità dell’alta moda. Abiti di lusso. Giovani donne e uomini giganteggiano su cartelloni che ricoprono intere facciate di palazzi. Seduti o in piedi, esausti, con visi smunti, sguardi corrucciati, altezzosi, seccati, preoccupati, tristi, vuoti, ambigui, sprezzanti, indifferenti, annoiati…
Sorrisi? Non uno, nemmeno a pagarlo un milione.

Devozione

Il suo predecessore non era proprio il massimo, però tutto sommato se la cavava degnamente. Il nuovo muezzin della vicina moschea invece, ogni volta che invita alla preghiera (mattino prestissimo, mezzogiorno, primo pomeriggio, tramonto, sera) rincorre disperatamente, a gola spiegata, una melodia che non esiste, reinventando ogni volta alti e bassi, pause e accelerate. Forti e piani no: ci sono soltanto i forti. Potrei consolarmi pensando che tutto sommato il richiamo dura pochissimo tempo. Il problema è che basta poco per farmi scappare la devozione. Come quando in certe nostre chiese sento splendidi cori antichi della tradizione musicale britannica, o canti gregoriani straziati da interpretazioni devastanti, con chitarre, ritmi e tamburi. Mi riferisco al Bangladesh.

Giovedì

Ultimamente, a Rajshahi qualcuno si è accorto che il numero di reati compiuti da prostitute il giovedì è improvvisamente aumentato in modo molto rilevante. Il venerdì e sabato gli uffici del tribunale sono chiusi. Arrestate il giovedì pomeriggio, le donne possono essere presentate al giudice per conferma dell’arresto soltanto la domenica mattina. Da giovedì sera a domenica mattina, non pochi tutori dell’ordine e guardiani della legge possono liberamente usufruire dei loro servizi.

Occhi

“Quando faccio fatica ad accostarmi ad un poveraccio, un malato, perché sporco, o con brutte piaghe, o tutto insieme… non guardo più nulla, solo lo guardo dritto negli occhi. E tutto diventa facile” (Una signora italiana che abita a Dhaka).

Sorella

Nella baraccopoli tutti conoscono le suore, e tutti i bambini le salutano mattino, mezzogiorno e sera con uno squillante “Good morning Sister!”. Conoscono anche me, ormai, e salutano pure me con “Good morning, sister!”. Suor Nives fa doposcuola, che per alcuni dovrebbe, ma non è “dopo”, perché alla scuola proprio non ci vanno. Lezione di inglese. “Ricordate: father significa baba, o abbu; mother significa ma, o ammu; brother significa bhai; sister significa bon“. “???”. “Father=abbu, mother= ammu, brother=bhai, sister=bon”. “Sister come sister, cioè come te?”. “Sì, proprio così”. “Sister vuol dire bon, che sarebbe sorella?”. “Precisamente, e noi ci chiamiamo sister perché siamo vostre sorelle…”. Esplosione di felicità…

Inviti incrociati

Durante il digiuno del Ramadan, ogni sera alla stessa ora esatta per tutti, scatta il tempo dell’iftar, letteralmente “rottura del digiuno” (sarebbe il break-fast inglese, ma di sera…). E’ un momento di simpatica socializzazione per tutti, e anche i non musulmani sono invitati. Per politici, imprenditori, classi abbienti, ogni iftar diventa un ricevimento, anche in ristoranti di lusso, cui partecipano diverse categorie di invitati eccellenti. Le due arcirivali Sheikh Hasina, primo ministro, e Khaleda Zia, ex primo ministro, hanno voluto fare un gesto di gentilezza ciascuna organizzando un iftar per politici in cui si sono reciprocamente invitate. L’iftar era nello stesso giorno e – ovviamente – alla stessa ora. Così sono riuscite a evitare di incontrarsi.

Salute

Arrivano gli spettacolari progressi della medicina. A Dhaka si aprono nuovi ospedali e cliniche grandi e piccole, bene attrezzate, specialmente private. I medici, appena ci si presenta loro, prescrivono un’infinità di esami clinici, poi liste di medicine incredibilmente lunghe. Oggi è possibile operare a cuore aperto, fare trapianti, dialisi e ogni sorta di esami clinici complessi. Ma questo progresso, che arriva dall’esterno, non è accompagnato da uno sviluppo della previdenza, né del sistema assicurativo. Quello che era impossibile pochi anni fa, e ci si rassegnava, ora è possibile, ma solo con spese assolutamente sproporzionate rispetto alle possibilità anche della classe media, per non parlare dei poveri. Si scatenano penose corse a chiedere aiuto per il bimbo con una malformazione cardiaca, o per un intervento di neurochirurgia: attraverso i giornali, presso le ONG, dai ricchi e dagli stranieri, nelle chiese; si vendono tutti i beni, si fanno debiti enormi. La salvezza di uno significa spesso la rovina della famiglia. Peggio ancora se corre voce che in India le cure sono più efficaci.
Quando la malattia non è tanto grave, il povero se ne va con la sua lista di esami da fare o medicine da comprare; ne fa qualcuno, compra per qualche giorno, e poi va avanti come può. Per i missionari, a cui tutti ricorrono, si tratta di un problema serio.