Devozione

Il suo predecessore non era proprio il massimo, però tutto sommato se la cavava degnamente. Il nuovo muezzin della vicina moschea invece, ogni volta che invita alla preghiera (mattino prestissimo, mezzogiorno, primo pomeriggio, tramonto, sera) rincorre disperatamente, a gola spiegata, una melodia che non esiste, reinventando ogni volta alti e bassi, pause e accelerate. Forti e piani no: ci sono soltanto i forti. Potrei consolarmi pensando che tutto sommato il richiamo dura pochissimo tempo. Il problema è che basta poco per farmi scappare la devozione. Come quando in certe nostre chiese sento splendidi cori antichi della tradizione musicale britannica, o canti gregoriani straziati da interpretazioni devastanti, con chitarre, ritmi e tamburi. Mi riferisco al Bangladesh.