Camel Jockeys

Finalmente stanno rimpatriando decine di ragazzi portati – anche a quattro anni di età – negli Emirati Arabi Uniti per fare i “Camel Jockey”, cioè per cavalcare i cammelli da corsa. A volte partiva anche la famiglia, ma dovevano vivere separati, i ragazzi presso le scuderie, genitori e fratelli a qualche decina di chilometri; piu’ spesso andavano da soli, portati via in cambio di pochi soldi. Stipendio discreto, cibo buono, tante ore di esercizi e pratiche, tante cadute dai cammelli, disciplina, la cura degli animali affidata a loro, niente scuola. Ora che sono a casa e hanno 14 o 15 anni, sanno più l’arabo che il bengalese, non conoscono un mestiere, non leggono e non scrivono, vogliono buoni vestiti, rifiutano le capanne dei villaggi o le baracche degli slum dove vivono i loro familiari. Nessuno sa che cosa fare di loro.