Sequestri di legge

Il 17 giugno scorso, in un controllo di routine, uomini del RAB (corpo speciale di polizia, Rapid Action Battallion) fermano due uomini su un triciclo a motore, li arrestano per furto, poi li consegnano alla polizia ordinaria. Il proprietario, Babul Gazi, va alla stazione di polizia di Ramna (una delle più importanti di Dhaka), dichiara che i due affitano regolarmente il triciclo per fare servizio taxi, li fa liberare. Per riconsegnare il triciclo, gli chiedono 200mila taka (oltre 2.000 €). Ne consegna 75.000, e gli fanno promettere che porterà la somma rimanente entro 20 giorni, se non vuole essere accusato di qualche violazione di legge. Prima della scadenza, un sottufficiale lo chiama ad un’altra stazione, dove lo minacciano e lo picchiano. Poi lo portano alla stazione di Ramna, dove viene picchiato finché si accorgono che occorre portarlo all’ospedale – dove muore. Casi del genere, di sequestri operati dalle forze dell’ordine, anche se pochi finiscono con la morte, sono frequentissimi. Sequestri per pochi soldi: si arresta un gruppo di bambini che gioca in strada, per chiedere ai genitori 1.000 taka ciascuno; si sequestrano riksciò, per riconsegnarli dietro pagamento; automobili e microbus per usarli e riconsegnarli scassati… A volte tocca anche a persone abbienti, a cui chiedono di più. Solo bisogna fare attenzione a non toccare chi ha le conoscenze giuste.- Due settimane fa i tassisti della zona di Farm Gate, esasperati, hanno assediato per ore la stazione di polizia per protestare contro i sequestri dei loro mezzi. Recentemente si sono mossi giornali e organizzazioni civili, il governo ha promesso interventi. Akter Shova, moglie di Babul Gazi, ha vinto la paura e si è rivolta alla magistratura. Cinque poliziotti sono ufficialmente “sotto inchiesta.”