Dote

La sposa, Farjana Yasmin, fresca di laurea, bardata e ingioiellata come la Regina di Saba, siede su un’alta pedana davanti a tutti gli invitati che passano a salutarla e a congratularsi per il matrimonio appena celebrato con il giovanotto che le siede accanto. E’ emozionata, ma non tanto da non accorgersi che alcuni parenti di lui sono inquieti e stanno interpellando i suoi parenti: “Dove sono i regali?” Dopo un po’ d’imbarazzo, la sorella maggiore risponde: “Vi diamo nostra sorella, questo è il regalo e non c’è altro”. Il malcontento diventa evidente, e una zia dello sposo se ne fa portavoce: “Teniamo la sposa, ma se entro cinque anni non ci date un televisore a colori e un frigorifero, ve la rispediamo a casa”. Farjana si rivolge al marito: “Hai sentito tua zia?” Il novello sposo non ha dubbi: “Sì, sono perfettamente d’accordo”. Farjana Jasmin pure non ha dubbi: scende immediatamente dal trono, si apparta, si toglie gli abiti matrimoniali e ritorna con un normale sari da giorni feriali: “Non voglio stare con una famiglia che pretende una dote, e piuttosto che vivere con un marito del genere mi ammazzo”. La famiglia tenta di persuaderla, ma lei riesce a persuadere loro. Fine della festa, tutti a casa, è in corso la causa per il divorzio. La BBC intervista Farjana, i gionali ne parlano. Un colpo contro la piaga della dote che devasta l’economia delle famiglie, riduce la moglie a oggetto di scambio, e causa l’assassinio di alcune centinaia di spose all’anno.

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