Rapiti

S’è saputo che in questi ultimi mesi ragazzi della popolazione Tripura, del sud, e anche qualche bambina sono stati forzatamente “convertiti” all’islam. Il metodo? Alcuni Tripura girano nei villaggi più poveri, accostano famiglie numerose e si fanno dare soldi per accompagnare uno o più figli (dai 6 ai 15 anni) assicurando che li faranno ammettere in qualche ostello missionario, dove potranno studiare. Portano poi i ragazzi in madrasse (scuole coraniche) molto lontane, quasi sempre nell’area di Dhaka, e si fanno dare soldi per affidarli a loro. Non hanno mentito: sono scuole fondate e gestite da missionari musulmani provenienti e finanziati dai Paesi del Golfo. Le nuove reclute vengono immediatamente vestite in stile arabo-musulmano, intruppate, istruite nelle preghiere e tutto il resto. Non sanno dove si trovano, non hanno mezzi, hanno paura, finiscono per adattarsi. Ma qualcuno dei più grandi, avvicinandosi il giorno festoso della circoncisione, ce l’ha fatta a scappare, ha trovato aiuto ed è tornato a casa mettendo in allarme. Le ricerche organizzate da altri Tripura e persone di buona volontà non sono facili, perché hanno ben pochi indizi su cui basarsi, e perché questo tipo di madrasse sono molto chiuse e sospettose di chiunque le accosti. Ma sono oltre 100 i ragazzi recuperati finora, e rimane la domanda: quanti sono ancora dispersi, inghiottiti in questo mare limaccioso di fondamentalismo?

2 pensieri su “Rapiti

  1. Caro padre Franco,
    secondo me c’è anche un’altra domanda: quale immagine di Dio hanno le persone che, immagino, credono di onorarlo con azioni come queste? Dico questo assumendo che ci sia anche un intento religioso in questi rapimenti, e che non sia solo un modo di fare dei soldi ai danni di questi poveri ragazzi e delle loro famiglie (nel qual caso, sarebbe un’azione veramente abietta).

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