Piedi

Un po’ d’acqua raccolta che scola in un lucido piatto di bronzo, sapone, risciacquo, poche gocce di olio, ancora acqua e poi l’asciugamano. Due donne accolgono l’ospite così, lavando e ungendo i piedi con calma e abilità, mentre tutti s’affollano, guardano con attenzione, sorridono, spesso cantano. Poi offrono una collana di fiori.
M’imbarazzava terribilmente arrivare nei villaggi aborigeni e dovermi sedere davanti a tutti per sottopormi a questa cerimonia. Come per tante altre cose, il disagio a lasciarmi lavare i piedi nasceva dalla mancanza di sintonia con quello che stava accadendo. Pian piano ho capito, o meglio percepito. Lavare i piedi non è certo più servile o umiliante che preparare un caffè per un amico che viene a trovarmi. E’ un affettuoso gesto di accoglienza che aiuta proprio là dove hai più bisogno: i piedi impolverati, accaldati, a volte doloranti. Non potrei far da solo? Certo, anche il caffè potrei prepararmelo da solo, o berlo al bar prima di salire dall’amico… ma se me lo offre lui è un’altra cosa!
Ora gusto fino in fondo questo gesto così concreto, umano, saggio, e mi commuovo per la gioia affettuosa con cui mi aiutano a sentirmi a casa, a rialzarmi con un meraviglioso senso di ristoro.

1 pensiero su “Piedi

  1. Caro padre Franco,
    che bella questa “scheggia”!
    Ho letto da qualche parte che una delle più grandi difficoltà, per noi Cristiani, è quella di “lasciarci amare da Dio”.
    Penso che, spesso, l’amore di Dio si esprime proprio nella sollecitudine dei fratelli per noi, ma, per vari motivi, noi non riusciamo ad accettare quella sollecitudine.
    È bellissimo l’esempio della lavanda dei piedi, ma, secondo me, una situazione analoga molto comune, che ci dovrebbe dare gioia, ed invece spesso ci indispone, è quando riceviamo, da una persona che ci vuole bene, una critica, che potrebbe essere un’occasione di conversione, ed invece diventa un motivo per adirarci contro il fratello o la sorella che ce la fa (e, in fondo in fondo, contro Dio che l’ha ispirata).
    Come sarebbe bello se, anche di fronte alle critiche, almeno a quelle fatte con affetto, potessimo commuoverci per l’amore di chi, per il nostro bene, è disposto anche a rischiare qualcosa del suo rapporto con noi!

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