Sindacati

Le fabbriche registrate sarebbero in Bangladesh 28.236, ma salgono a circa 150.000 se si calcolano quelle “informali”. I lavoratori sopra i 15 anni di età sarebbero 54.100.000, di cui l’88,5% nel settore informale. 2.100.000 lavoratori, cioè il 3,88% del totale, sono iscritti a 7.106 diversi sindacati riconosciuti. Alcuni sindacalisti sostengono che nell’anno dell’indipendenza, il 1971, il 10% dei lavoratori fosse sindacalizzato, quindi la percentuale è diminuita e continua a diminuire. Invece l’Ufficio Nazionale del Lavoro sostiene che il numero degli iscritti sta lentamente salendo.
Le cause di questa scarsissima partecipazione e della polverizzazione dei sindacati? Awami League e Bangladesh National Party sono entrati sulla scena creando organizzazioni sindacali che sono in realtà ramificazioni dei loro partiti, a cui devono obbedienza e sostegno. L’ufficio Nazionale del Lavoro, cui i sindacati devono fornire le liste degli iscritti in ciascuna fabbrica, passerebbe segretamente i nomi ai datori di lavoro. Nelle zone speciali create per gli investimenti stranieri e per l’esportazione, i sindacati sono proibiti. Le divisioni ideologiche prevalgono sull’attenzione ai bisogni concreti dei lavoratori. La corruzione dilaga e molti leader sindacalisti sono in realtà capi-mafia che usano le organizzazioni per i loro vantaggi, spesso gli uni contro gli altri.
Tragedie come quelle della Tasrheen, con oltre cento operai uccisi nell’incendio, o quella di Savar, con oltre 800 operai morti nel crollo dell’edificio, provocano fiammate d’ira e vandalismi violentissimi, ma si spengono presto…