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Anni fa, P. Quirico disse a un poveretto, bastonato perché sorpreso a rubare un bambù: “La devi capire che tu non hai il fisico per fare il ladro!”
Al brav’uomo di cui parlo ora bisognerebbe dire: “La devi capire che non hai i numeri per fare il furbo!” Tant’è, aveva pensato di unire l’utile al dilettevole: aiuto bambini poveri, e prendo un bel po’ di soldi da organizzazioni benefiche, partiti politici, autorità varie, e da facoltosi stranieri dal cuore tenero. Rimette in sesto quattro casupole, che sono tutti i suoi averi, e vi mette dentro una quarantina di bambini più o meno orfani, ma certamente tutti strapelati. Li manda a scuola, li tiene con affetto, gongola per i molti elogi e qualche promessa, ma i soldi – con sua sorpresa – non arrivano: tutti hanno altro da fare, li daranno dopo.
Arriva il momento in cui non c’è più riso. Gira gira, trova un grosso commerciante che acconsente a dargliene a credito, per un valore di circa 800 euro. I bambini mangiano, i soldi continuano a non arrivare, il riso finisce di nuovo, ma questa volta il nostro amico ha un colpo di fortuna: un emigrato che vive in America gli dà gratis tre camion di riso, basta che vada a prenderseli. Racimola la tariffa per il trasporto, e tutto contento fa caricare un camion e porta il riso a casa… passando davanti al magazzino del suo creditore. Il quale pensa che l’abbia comprato invece di pagare il debito, e avvisa la polizia. Arresto immediato, galera, botte senza risparmio.
Finalmente, dopo tre o quattro frenetici giorni, la moglie e la figlia trovano qualcuno che s’impietosisce, e offre gli 800 euro pagando il debito in presenza dei poliziotti.
Tutto a posto? L’ex creditore lo prende da parte: “La polizia ha fatto il servizio, non crederai che glielo paghi io! O vuoi altre botte?” Ancora 200 euro, e può andare a casa a medicarsi.