Messaggio 3

Il “bicchier d’acqua” di Naomi (cfr. Scheggia “Messaggio” del 16 giugno, e “Messaggio bis” dell’ 8 agosto) ne ha fatti arrivare altri, anche telefonici, fra i quali ne scelgo due.
10 agosto 2014 – Carissimo, non scrivo mai ma stavolta lo devo fare. Ho appena finito di leggere il tuo Messaggio Bis. Mi sono commosso, perché è così vero.
Accettare che a una certa età bisogna essere capaci di chiedere aiuto, e lasciare che altri ci diano una mano, è una lezione che sto imparando ogni giorno. La verità è che spesso mi arrabbio perché non riesco a fare quello che ho in testa. Mi mancano proprio le forze fisiche. Specialmente nel lavoro con i bambini e nella campagna. Non riesco più a lavorare tutto il giorno con loro o a salire sul trattore senza tirarmi su con una corda. Da ridere, spesso. Ma è anche bello. Rido di me stesso quando devo inventare qualcosa che mi aiuti a fare dei lavori che prima facevo senza pensare. I bambini hanno cominciato a chiamarmi “papa” – nonno in dialetto locale. Prima ero Mr. Gigi. Fantastico. Gli anziani invece mi chiamano ” Uncle” – segno di rispetto. Tirem innanz.
8 agosto 2014 – Caro padre Franco, che bella questa scheggia!
Davvero dovremmo imparare a stimare di più la fragilità a cui quasi tutti, prima o poi, in qualche modo andremo soggetti, e le persone che la vivono già sapendo che, come dice l’apostolo, quando sono debole, è allora che sono forte! (2Cor 12,10).
E’ davvero triste che ci siano persone (io pure ne conosco), magari anche impegnate nella carità verso questi nostri fratelli, ma che pensano che la loro vita, in fondo, non sia degna di essere vissuta; eppure la storia umana dovrebbe averci ben insegnato le conseguenze pratiche di questo modo di pensare! (…) Pace e Bene! Mario

Grazie a tutti! A Mario chiedo scusa: mi ha dato pure l’indirizzo di un sito dove entrare per trovare conferma di quanto scrive, ma non ci sono riuscito: misteri della navigazione in internet… A Gigi suggerisco d’inventare il gioco “Mettiamo il nonno sul trattore”, con ricchi premi per chi riesce a issarlo più in fretta, ma con la dovuta delicatezza, per non danneggiare il nonno stesso…