Memoriale

Ha 11 anni. Nata in un giorno piovoso, l’hanno chiamata Bristi (Pioggia). Ho aiutato i genitori a trasferirsi, quando i loro vicini di casa – aborigeni hindu – li hanno costretti ad andarsene perché si preparano ad essere battezzati nella Chiesa cattolica. Abita lontano, e mi telefona per comunicarmi che è stata promossa in prima media con buoni risultati, e accetta volentieri di andare all’ostello per proseguire. “Però io e mio fratello ci siamo arrabbiati con la mamma, perché ha detto che per Natale e capodanno non potrà darci un vestito nuovo e nemmeno farci mangiare la carne.” E’ grande abbastanza, e le spiego: “Il Natale è bello anche senza vestito nuovo. Ci porta l’amore di Gesù e fra di noi. Voi in famiglia vi volete molto bene, siete uniti, dovete festeggiare la vostra famiglia insieme a Gesù. Neppure Maria e Giuseppe avevano un vestito nuovo, anzi, forse era sporco e stracciato per il viaggio, e avevano trovato una casa proprio malandata. Papà e mamma fanno tanti sacrifici per farti studiare, tu comincia a consolare loro, e a dire che non si preoccupino anche se non possono comprarti un vestito nuovo”. Lungo silenzio. “Ho capito bene. Non preoccuparti, li farò contenti anche senza vestito nuovo. Ma tu a Natale mangerai carne?” “Sì – dico con una certa esitazione – penso di sì…” “Allora metti un piattino vicino al tuo piatto, con un poco di carne, e pensa che quella è la mia porzione”.
A questo punto vorrei scrivere che la sera di Natale, invitato dalle suore insieme agli altri missionari, ho cenato e mangiato il pollo tenendo accanto il “piattino di Bristi”. Invece no, l’ho ricordata più volte durante il giorno e poi – al momento buono – non ci ho più pensato. Mi dispiace; voi però non ditelo a Bristi…