Oratoria

La tragedia del primo luglio a Dhaka, quando giovanissimi terroristi hanno ucciso oltre venti persone fra cui dieci italiani, ha portato alla ribalta il problema delle fonti dell’ideologia terroristica. Fra l’altro, s’è saputo che uno o due degli assassini erano attenti spettatori del notissimo Zakir Naik, onnipresente e onnisciente predicatore sulla TV islamica “Peace”, trasmessa in tutta l’India, in Bangladesh e in chissà quanti altri paesi, in inglese e in lingue locali. M’è capitato sotto gli occhi qualche volta, ma riuscivo a sopportarlo solo pochi minuti (stessa cosa mi succede con il cricket…). Alto, magro e ossuto, giacca e cravatta scuri sempre troppo larghi e l’immancabile bianco cappellino “islamico”, sembra uno spaventapasseri animato, quando dall’alto della sua cattedra, in un ampio, affollato teatro di Mumbay, rovescia un fiume inarrestabile di parole su un pubblico maschile e femminile osannante. Si presenta come dottissimo conoscitore non solo del Corano, ma di Bibbia, testi sacri hindu e buddisti, religioni diverse, che cita a raffica con grande precisione. Tocca argomenti di ogni tipo, di dottrina, morale, attualità, spesso chiamando a dibattito membri di altre religioni che accettano di giocare sul suo campo, cioè il campo dell’interpretazione strettamente letterale e astorica di qualsiasi testo. Sa dimostrare mirabilmente, ad esempio, che le indicazioni che la Bibbia dà circa l’arca di Noè sono sbagliate, mentre il Corano indica il punto esatto in cui è approdata; e la Bibbia sbaglia anche nel dire quanto alta fosse l’acqua del diluvio… I suoi interlocutori sono accuratamente scelti per la loro ingenua stupidità, in modo che alla fine del dibattito – sempre formalmente rispettoso e condiscendente – brilli in tutta la sua chiarezza la verità espressa dal predicatore, a fronte della la ridicola stoltezza dei suoi interlocutori che – pur avendo evidentemente torto marcio – non cambiano idea. Non mi risulta che abbia mai predicato la violenza; anzi, ripete continuamente che l’Islam è la religione della pace, che è la religione più perseguitata al mondo e quella che cresce più in fretta (zac! Sullo schermo compaiono statistiche a gogò), che risolve ogni problema della vita personale, sociale, religiosa, politica, Il suicidio è proibito, e l’attentarore suicida, sbaglia – a meno che si tratti di opporsi a un nemico ultrapotente e a una possibile imminente aggressione, come per esempio i “kamikaze” giapponesi… Sarà difficile provare che incitava al terrorismo, ma certo è una valanga di derisione e disprezzo verso le altre religioni e idee. In questi giorni i governi indiano e bengalese hanno deciso di oscurare la trasmissione. Molti tirano un sospiro di sollievo, moltissimi vi vedono privati di una rassicurante conferma che non occorre pensare troppo: abbiamo comunque ragione “noi”, e se qualche volta concediamo agli altri di esporre i loro errori grossolani, è proprio solo perché siamo bravi e tolleranti…