Cibo

L’economia del Bangladesh sembra andare al galoppo. Non lo dicono solo le statistiche, si vede dal gran fervore di opere, costruzioni, iniziative, anche culturali, che pullulano ovunque. La produzione e la disponibilità di cibo hanno tenuto il passo con l’aumento della popolazione, e sono soddisfacenti: dicono gli esperti che possiamo inghiottire ogni giorno 2.318 calorie a testa, quando ne basterebbero 2.122 (non chiedetemi che fare con le 196 calorie in eccedenza…). Nel decennio 1997-2007 la denutrizione infantile è calata notevolmente in percentuale, e se nel 1997 colpiva il 55% dei bambini, nel 2014 ne affligge il 36%. I numeri in assoluto però non calano altrettanto, e si sa che la malnutrizione dei bambini piccolissimi ha gravi conseguenze sulla loro crescita intellettuale. Sono 40 milioni le persone classificate “insicure” a proposito del cibo, e di queste, 11 milioni sono considerate “alla fame”. Nel 2012 l’Assemblea Mondiale della Salute aveva indicato alcuni obiettivi per il 2015 e pare che il Bangladesh ci andrà forse vicino, ma non ce la farà a raggiungerne neppure uno. Con oltre la metà delle ragazze che, nonostante la legge, si sposano prima dei 18 anni, le gravidanze fra i 15 e i 19 anni si collocano attorno al 30,8%, con un piccolo calo in percentuale, il che significa un aumento in assoluto. Preoccupano l’aumento della salinità dei terreni in zone costiere, la rapidissima urbanizzazione che toglie terreni all’agricoltura, i cambiamenti climatici in atto o previsti, la necessità di diversificare la produzione agricola per variare la dieta, rimasta troppo dipendente dai cereali. Tutto questo (e altro ancora) afferma uno studio del Programma Alimentare Mondiale della FAO. La gente comune dice che i prezzi aumentano, e gli stipendi molto meno, perciò i prodotti sui mercati ci sono, ma i soldi per comprarli spesso no. Un ampio programma di commercializzazione di riso a prezzi calmierati per i poveri è stato avviato di recente dal governo, ed è pesantemente afflitto da spudorati imbrogli di signorotti locali. Se gli imbrogli siano fatti anche dai signoroni nazionali, non è dato sapere.