In cammino

Per ora siamo ancora alle dita di una mano, però siamo arrivati al mignolo, e la prossima volta le dita non basteranno più: sono 5 i bangladeshi che fanno parte del PIME, un missionario laico (Fratello), tre padri, e un diacono che il 4 agosto verrà ordinato prete. C’è speranza che la piccola chiesa del Bangladesh continui sulla strada iniziata, magari con il contagocce, ma senza fermarsi. Partendo dalla fine, oltre al diacono, tre seminaristi stanno studiando nel seminario di Monza, quattro – terminata la filosofia a Dhaka – stanno armeggiando con i documenti per il gran salto verso l’Italia; altri tre li rimpiazzano, passando dalla comunità formativa, dove mi trovo pure io, alla filosofia nel seminario nazionale. Il cammino è lungo…
C’è chi mi chiede se questi giovani vengono a noi per uscire dalla povertà. Fermo restando che alcuni di loro vengono da famiglie benestanti, mentre altri si sono pagati gli studi lavorando sodo, e che Gesù ha scelto i suoi discepoli in mezzo a tutte le categorie sociali ed economiche, la domanda è legittima. Anche per questo il PIME, a livello pre-filosofico, non ha seminari veri e propri, ma due piccole comunità formative in cui spieghiamo che il nostro obiettivo non è direttamente il formare preti e missionari, ma formare uomini e cristiani capaci di rispondere al Signore – là dove li chiama. La vita e le attività che svolgono con noi in parrocchia li aiutano a responsabilizzarsi, capire senza bisogno di tante lezioni, misurarsi con la realtà e confrontarsi non solo con noi “formatori”, ma con i fedeli della parrocchia, che li vedono, li stimano, li rimproverano quando occorre. Poi fanno la loro scelta. Per qualcuno, il motivo che li spinge ad unirsi al PIME è la gratitudine: abbiamo ricevuto tanto, voglio “ricambiare” impegnandomi come missionario. Uno di loro, già con il “Master” (laurea) in economia, non ci conosceva, ma quando ha saputo che la sua parrocchia è stata la prima fondata dai nostri missionari, nella seconda metà del 1800, e che fra i primi battezzati c’erano i suoi tris-nonni, ha scelto il PIME. E chissà che non tocchi proprio a lui di fondare una comunità cristiana in qualche altra parte del mondo, mettendo il seme per un suo “successore” come missionario, nel 2150 – o giù di lì?

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