Ripartire

La partenza sembrava proprio in salita per il Missionario Laico Fratel Lucio quando, anni fa, tornò in Bangladesh con la precisa intenzione di dedicarsi ai bambini “di strada”. Era già stato nel Paese, poi aveva lavorato in Italia, e poi ancora in Brasile, dove si era bene inserito in una organizzazione che assiste appunto i bambini senza dimora, specie visitandoli di notte lungo le strade. Inserito bene sì, ma lui voleva il Bangladesh, la presenza nel mondo non cristiano, e alla fine, dopo una sosta di alcuni mesi in India dove si coinvolse in un’altra organizzazione per bambini di strada e ne studiò il metodo, ecco il sospirato rientro. Ma da dove cominciare? E con chi? La comunità non mostrava entusiasmo per un progetto che appariva vago, e Lucio sembrava procedere a tentoni, a volte sbagliando la mira. Ma pian piano qualcosa prese forma, e l’impegno per questi ragazzi, che a Dhaka sono tantissimi e che molti disprezzano, divenne concreto. Lucio non ha voluto strutture dove accoglierli, ha preferito incontrarli, conoscerli e aiutarli lungo le strade, con il desiderio di far compiere a ciascuno quel cammino che poteva compiere. Per qualcuno si trattava solo di qualche incontro, di qualche medicina o un momento di gioco; per altri di qualcosa in più fino – in qualche caso – al ritrovare la propria famiglia e la propria casa. Per fare tutto questo, Lucio ha messo insieme una organizzazione di volontari, per lo più studenti ma non soltanto, tenendoli accuratamente lontani dall’idea di servire i ragazzi attraverso l’uso di grosse risorse economiche. Niente aiuti dall’estero; al contrario, la gioia di donare tempo e anche risorse economiche, e di stimolare altri a farlo: medici, avvocati, poliziotti… Un volontariato così autentico era forse un caso unico in Bangladesh, e molti lo ritenevano impossibile. Ma ha funzionato, coinvolgendo decine e decine di giovani e adulti, che a loro volta hanno collaborato nel sensibilizzare la società al problema e al valore dei ragazzi che vivono in strada. I media sono stati spesso coinvolti, e anche le autorità. Un altro aspetto non unico, ma certo raro e interessante, è la collaborazione interreligiosa creata da questa iniziativa. Lucio è noto a tutti come un missionario cattolico, ma ha lavorato circondato da volontari di tutte le religioni presenti in Bangladesh, e non credenti: una esperienza di tutto rispetto.
E poi? E poi un bel giorno Lucio ha pensato che ora i tempi erano maturi: altri potevano prendere la responsabilità di continuare a Dhaka, e lui – con qualche volontario – poteva staccarsi, per tentare di ripartire altrove. Si è congedato dalla sua abitazione nella baraccopoli e ha preso una vacanza, dopo di che ricomincerà daccapo, forse a Chittagong, forse a Sylhet. Auguri!