Deturpatori

I lavoratori che emigrano clandestinamente dal Bangladesh in cerca di lavoro, per lo più non hanno vita facile. Quasi tutti si sono appoggiati ad agenzie clandestine, o legali che fanno anche lavoro illegale: le quali li hanno persuasi che tutto è facile, basta pagare. Così partono facendo debiti e poi… documenti sequestrati, stipendi non pagati, nessuno cui rivolgersi, impossibile ritornare; per le “collaboratrici domestiche” botte, stupri, e anche morte. Le disavventure sono innumerevoli. Ci si è messo anche il Covid 19, che ha fatto licenziare migliaia di lavoratori rimasti – supponiamo – in un paese straniero senza soldi, né casa, né documenti, e tenuti alla larga perché sospetti portatori del virus. I paesi in cui si trovano cercano di liberarsene alla svelta e non se ne fanno carico; il Bangladesh fa finta di niente perché sono partiti senza documenti appropriati. Qualcuno di loro implora, poi protesta. In Vietnam, ad esempio, hanno organizzato proteste sotto l’ambasciata del Bangladesh, e alla fine ce l’hanno fatta. Ottantuno di loro sono stati messi su un aereo e poi tenuti in quarantena, dopo di che – finalmente… tutti in galera! Fanno compagnia ad altri 219 lavoratori ritornati nel giugno scorso da Qatar, Kuwait e Bahrain. Accusa? Mai presentata ufficialmente. Processo? Dopo che sarà chiarita l’accusa. Avvocato? Per che cosa, se non c’è un’accusa? Diciamo allora, usando un termine generico: quale è la colpa? Questa è chiara, chiarissima: hanno “tarnished” l’immagine del Bangladesh all’estero. Tradurrei “tarnished” con “macchiato”, o forse meglio con “deturpato”. Gente così fa fare brutta figura al Paese, e questo è un crimine – in Bangladesh. Meglio tenerli dentro. Per quanto? “Vedremo. Intanto, se ne stiano in carcere perché – ha scritto un pezzo grosso della polizia – se lasciata libera dopo la quarantena, potrebbe spargersi qua e là per il Bangladesh, e commettere crimini come furti, terrorismo, omicidi, anarchia.” I carcerati per precauzione e per macchie sparse sulla loro patria, al momento (2.10.20) sono 416, tutti vittime collaterali della pandemia.

E chi li ha imbrogliati, tenendosi le ingenti somme sborsate da loro? Sembra che quelli non abbiano macchiato nulla…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *