Sartorie

“Ho guadagnato in quindici giorni tutto quello che di solito guadagno in un anno!” E’ un sarto che ha avuto fiuto.

Il Bangladesh – mi dicono – è al 173esimo posto nella classifica mondiale delle nazionali di calcio, ma la coppa del mondo si avvicina e si sta ricoprendo di bandiere: sui tetti, nei campi, davanti ai negozi, alle finestre… Prevale l’ Argentina (il fascino di Maradona!), seguita dal Brasile. Qua e là qualche rara bandiera dell’Italia e della Francia. Niente altro. Già due o tre volte i giornali hanno dato notizia di gruppi che si scontrano e si pestano lottando per amore dell’Argentina o del Brasile. Le sartorie che si sono preparate comprando la stoffa ora assumono lavoratori e venditori ambulanti, che girano le città con lunghi bambù sventolanti di vari colori.

Orologio

Oggi le letture della Messa ci offrono le riflessioni di Paolo sulla gratuità della salvezza, che non viene dai nostri meriti, ma dall’amore di Dio in Cristo. Il vangelo è la durissima accusa di Gesù ai Farisei che si sono impadroniti delle le chiavi del regno, non lasciando entrare gli altri e senza entrarci loro. Paolo era un Fariseo, poi convertito, ma come veramente?
Mi viene in mente un orologio.
Rina è una ragazzetta sui 17 anni, che aiuto a studiare al liceo vivendo in un ostello, qui a Dhaka. Ho visitato la famiglia: mamma e papà malandati in salute lavorano a giornata, due sorelle cui non possono pagare gli studi, un fratellino in prima elementare. La casa è in canne di bambù, senza nemmeno l’idea di un mobile: per ricevermi si sono fatti prestare uno sgabello dai vicini.
Quattro giorni fa, alzando gli occhi verso il cancello ho visto Rina, lunga treccia nera e divisa scolastica un po’ infantile, che parlava con il guardiano. Credevo volesse incontrarmi, invece se n’è andata. Verso sera, il guardiano smonta e mi porta un pacchettino: “L’ha lasciato Rina”. Contiene un orologio nuovo, e due righe: “Ho visto che il tuo orologio non funziona bene, voglio avere la gioia di regalartene uno io”.
E’ certamente una patacca, imitazione bengalese di un modello cinese che imitava un orologio giapponese copiato da quelli svizzeri, ma per ora funziona. L’ha certamente comprato con i soldi che le do io, ma deve averli messi da parte a poco a poco rinunciando a qualcosa. Sa che di orologi così me ne posso comprare 10 in un colpo solo. Però me l’ha regalato.
Ecco, credo che la conversione di Paolo sia stata questa: ha capito che il nostro rapporto con Dio è bello non perché siamo in gamba e facciamo tutto bene, ma perché  – come Rina ha fatto con i miei soldi – siamo contenti di regalargli un orologio usando i suoi.

Altro mondo

S’avvicina con il faccino triste, facendo il gesto di chiedere l’elemosina. Alto un soldo di cacio, si batte la mano sullo stomaco, poi fa il gesto di mangiare, con uno sguardo sempre più implorante… Dall’interno dell’auto su cui ho trovato un passaggio lo imito sorridendo. Mi guarda stupito, poi ride. Un attimo, e arrivano altri cinque o sei marmocchi. Schiacciano il naso sul vetro per scoprire il misterioso interno di un’auto, mi parlano, commentano fra loro. Hanno voglia di comunicare, nessuno più chiede nulla.
L’auto riparte. Com’è il mondo interiore di questi bimbi?  Con quali occhi vedono la realtà che li circonda?