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Lui, il giovane Sebastian, ordinato ieri primo vescovo di etnia santal, e lei, Rosaria, suora ultraottantenne che da anni vive in una delle missioni più remote del Bangladesh, s’incontrano finalmente. Suor Rosaria abbraccia forte “il suo” Sebastian, che era ragazzino quando lei stava alla missione di Marianpur, e che, da seminarista più grande, aveva donato il sangue a lei, gravemente ammalata. Piangendo, gli lascia il messaggio della sua lunga vita missionaria: “Sebastian, fatti coraggio. Sei vescovo. Ama soprattutto quelli che ti vogliono male, quelli che sono più poveri e disperati, quelli che ti rifiutano. Ama tanto, ama tutti”. “Queste parole staranno sempre nel mio cuore”.