Passo, passo

Un servizio della BBC dal Bangladesh del 2008 descriveva attraverso la testimonianza di due operai le condizioni di vita delle fabbriche di abiti in Bangladesh. Mancanza di spazi, di aria, caldo, paghe infime, rischi di incidenti e via elencando. I due, su richiesta del giornalista, spiegano che la loro fabbrica fornisce una grande ditta spagnola che rivende gli abiti in varie parti del mondo. Il giorno stesso il direttore della filiale del Bangladesh va a visitare la fabbrica da cui si fornisce e la sera dice al proprietario: “O vi trasferite e cambiate sistema entro tre mesi, o non compriamo più nulla.” Dopo una prima reazione di sorpresa, il proprietario decide di muoversi, e cambia. Nel 2010 la BBC rivisita la nuova fabbrica, trovandola in ottime condizioni e si sente dire dal proprietario che il cambio ha voluto dire anche una produttività molto maggiore dei lavoratori. Viene intervistato anche un sindacalista europeo, ora funzionario dell’ILO (Organizzazione del lavoro, dell’ONU), che ha seguito tutto il processo. E’ soddisfatto. “Ma quante migliaia di fabbriche continuano come prima?” “Chiede il giornalista”. “Tante – risponde – Ma nel 2008 avrei aggiunto che finora neppure una ha cambiato, ora invece posso dire che una ha cambiato, va bene, e spero che sarà di esempio”. Un sereno ottimismo che colpisce anche il giornalista. Il giorno dopo l’ex sindacalista muore di infarto, ma la fabbrica continua, e la trasmissione è dedicata a lui.